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22-01-2014
SOSPESI DAL TAR PUGLIA I PROVVEDIMENTI DELLA ASL BA

Sospesi dal TAR Puglia i provvedimenti della ASL BA relativi alle Linee Guida regionali per l'accesso alle prestazioni di riabilitazione residenziali e semiresidenziali presso strutture accreditate.
Su ricorso presentato dall'ASSOCIAZIONE FAMIGLIE ASSISTITI ISTITUTO SANT'AGOSTINO di Noicattaro (assistita dagli avvocati Francesco Magistà e Francesco Ranieri), il TAR PUGLIA, seconda Sezione, ha sospeso i provvedimenti con i quali l'ASL BA, attuando le Linee guida regionali per l'accesso ai servizi sanitari territoriali ed alla rete integrata dei servizi socio-sanitari, approvate dalla Giunta regionale con deliberazione n. 691 del 2011, aveva stabilito nuove procedure di accesso alle prestazioni, indicate dall'art. 26 della legge n. 833/1978, di riabilitazione residenziale e semiresidenziale erogate dalle strutture private accreditate.
Il TAR ha ritenuto che l'applicazione delle linee guida regionali contrasti con il principio della libera scelta del paziente e che, per di più, crea una situazione d'incertezza in ordine alle richieste di proroga provenienti da numerosi pazienti.
L'ordinanza del TAR, tra l'altro, nel far venir meno l'affidamento ad un'apposita commissione la preventiva valutazione del bisogno riabilitativo, riporta in vita le precedenti procedure che individuano nel medico/pediatra di famiglia il primo garante della salute del cittadino e, conseguentemente, il principale responsabile della iniziale diagnosi e della proposta delle cure specialistiche.
Viva soddisfazione per l'ordinanza del TAR è stata espressa dall'ARIS Puglia (Associazione Religiosa Istituti Socio sanitari) che, ancor prima del ricorso presentato dalle famiglie degli assistiti, ha cercato invano di 'segnalare' alle istituzioni interessate le diverse peculiarità tra i servizi socio-sanitari di cui alla legge regionale n. 19/2006 e al Regolamento d'attuazione n. 4/2007 (le RSSA, i NA, i Centri Diurni, le RSA) e quelli prettamente sanitari (erogati dai cosiddetti Centri di riabilitazione) rivenienti dal ricordato art. 26 della legge 833/1978. Non per altro, ai primi è dedicato tutto il contesto delle linee guida di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 691/2011, mentre, ai secondi, impropriamente, soltanto un rigo di un allegato. Di più: i primi sono attuati in un diverso contesto istituzionale (Enti Locali, Ambiti Territoriali) con l'obbligo della compartecipazione al costo del servizio, i secondi sono inseriti nei Livelli Essenziali di Assistenza e, pertanto, a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale. In altri termini, non si possono soggiogare le prestazioni riabilitative totalmente sanitarie alla normativa disciplinante i servizi sociali.
L'ordinanza del TAR, ancora, nel sospendere i provvedimenti della ASL BA, rende uniformi sull'intero territorio regionale le contestate procedure di accesso alle prestazioni di riabilitazione residenziale e semiresidenziale eliminando gravi pregiudizi specialmente per l'utenza residente ai confini territoriali con le altre Aziende Sanitarie Locali che non le hanno mai recepite ed attuate.
L'ARIS, infine, sull'esperienza di quanto innanzi e nel rispetto delle singole peculiari prerogative, ritiene di sollecitare, ancora una vota, le competenti Istituzioni a condividere preventivamente, con le Associazioni degli operatori e delle famiglie, problematiche, analisi e soluzioni per le quali può assicurare un contributo di esperienza e di professionalità.