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14-11-2013
PRESENTAZIONE EKSO: 4/12/2013 ORE 12:00 C/O "GLI ANGELI DI PADRE PIO"

La presentazione, in prima assoluta per tutto il sud Italia.

Tornare a deambulare in autonomia, tornare a vedere il mondo dall’alto e non più dal basso di una sedia a rotelle, tornare ad essere autonomi, in una parola tornare a vivere.

Da oggi il sogno per tanti paraplegici e non solo diventa realtà grazie alla lungimiranza di Mario Camia AD di Emac di Genova, azienda da trent’anni presente nel settore medicale e dell’esoscheletro Ekso, della Ekso Bionics di Richmond California.

Un robot indossabile che permette ai pazienti di stare in piedi sulle proprie gambe. Il suo utilizzo principale sarà presso le unità spinali e i centri di neuroriabilitazione.

Come funziona

Questo concentrato di tecnologia si indossa come una tuta sopra gli indumenti e viene attivato grazie al bilanciamento del corpo. La struttura di acciaio e carbonio è attivata da quattro motori elettromeccanici alimentati da due batterie che gli danno un autonomia di circa 4 ore.

Indossato l’esoscheletro, 15 sensori riconoscono le intenzioni dell’utente in tempo reale calcolando  e compiendo i movimenti corrispondenti. L’esoscheletro può essere utilizzato in due modalità: la prima è quella con l’ausilio di un telecomando e con l’aiuto di un fisioterapista per coordinare i movimenti; di solito in una prima fase dell’utilizzo occorre essere coadiuvati, nella seconda fase quando si è presa confidenza con l’apparecchio, si deambula da soli grazie all’utilizzo di due stampelle intelligenti.

Ekso è regolabile in altezza, da 1metro e 50 centimetri a 1 metro e 90 centimetri, il peso massimo che supporta è di 100 chilogrammi. Può essere adattato nel giro di pochi minuti da una persona all’altra. Attualmente l’esoscheletro viene utilizzato per alcune patologie, potranno utilizzarlo solo coloro che hanno determinati requisiti, sarà il clinico addetto a determinare l’idoneità del paziente.

Per poter applicare la tecnologia anche  ad ulteriori patologie, migliorando la riabilitazione dell’ictus, del Parkinson e di tutte quelle patologie demielinizzanti, soprattutto i malati di sclerosi multipla, è stato sviluppato un sistema chiamato Variable Assist.

Questo sistema, permette di rilevare la forza residua dell’arto del paziente, compensando il gap mancante per il normale ciclo del passo. Questa opzione, applicabile ad uno o ad entrambi gli arti, è un valido aiuto per tutte quelle patologie invalidanti che necessitano un training riabilitativo agli arti inferiori.

In un breve futuro si prevede di fare lo step successivo, ovvero uscire con il modello per l’utilizzo domiciliare, così che ognuno possa essere autonomo;consideriamo che in Italia il 75% dei pazienti paraplegici è compreso fra un’età di 10 e 50 anni, la causa prevalente è quella di origina traumatica, incidenti stradali o cadute.

Questo strumento, che non si pone purtroppo come sostituto della carrozzina, è sicuramente un passo avanti per tutte quelle persone che non possono più camminare, sicuramente un passo enorme verso l’autosufficienza del malato, indubbiamente ci fa sperare per il futuro.