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16-04-2014
ANCHE LA SIMFER E LA SINPIA “VALIDANO” LA RIABILITAZIONE ROBOTICA

Tre anni fa, Presidente, CdA e Direzione della Fondazione, in piena crisi economica, facevano una scelta rivoluzionaria a beneficio della particolare e delicata utenza che si rivolge ai servizi di riabilitazione. Quella scelta incontrò le resistenze di molti “addetti ai lavori” che cercavano dalla riabilitazione robotica quello che difficilmente è stato ottenuto, negli anni, dalla riabilitazione tradizionale.

Oggi, che la nostra Fondazione è già un riferimento internazionale su queste tecnologie, anche la SIMFER e la SINPIA, dopo Cochrane, si esprimono così, nell’ambito delle RACCOMANDAZIONI PER LA RIABILITAZIONE DEI BAMBINI AFFETTI DA PARALISI CEREBRALE INFANTILE 2013:

 

Riabilitazione robotica: La riabilitazione robotica è considerata un’opzione terapeutica nel trattamento dei pazienti con disabilità motoria ad eziologia neurologica in base alle seguenti considerazioni: i limiti documentati in letteratura dei cosiddetti metodi tradizionali di riabilitazione motoria e la mancanza di indicatori oggettivi dei deficit motori e dei loro miglioramenti (Anttila, 2008; Scholtes, 2012; Beckung, 2008; Wu, 2004); i risultati delle ricerche nel campo delle neuroscienze in riferimento alla plasticità neuronale, alla base di ogni processo di recupero dopo una lesione cerebrale, che correlano l’efficacia riabilitativa a specifici principi di training (Kleim, 2008); la disponibilità di tecnologie avanzate e robotiche potenzialmente capaci di superare i limiti attuali degli interventi riabilitativi realizzando strategie di training integrate e maggiormente efficaci (Kwakkel, 2008). Attualmente si ritiene che l’impiego di sistemi robotici sia una parte integrante del programma riabilitativo (Hesse, 2012). I sistemi robotici sono particolarmente adatti al training delle funzioni motorie perché permettono di produrre e controllare con alta precisione differenti campi di forza (viscoso, elastico, gravitazionale), consentendo una personalizzazione dell’intervento riabilitativo e una stimolazione dei sistemi sensoriali tattile, propriocettivo e visivo. I robot erogano un alto dosaggio di training (numero di movimenti) e intensità (movimenti nell’unità di tempo), fattori critici per l’attivazione della plasticità neuronale. Essi consentono un training riproducibile, impossibile da ottenere col fisioterapista, aspetto essenziale per la valutazione dell’efficacia riabilitativa. Infine i sistemi robotici, registrando la performance del paziente, permettono la misurazione oggettiva dei deficit presenti e il monitoraggio dei risultati progressivamente ottenuti.

 

Ogni ulteriore commento, è superfluo.